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9 ottobre 2008
le rondini - Lucio Dalla
Vorrei entrare dentro i fili di una radio
E volare sopra i tetti delle città
Incontrare le espressioni dialettali
Mescolarmi con l’odore del caffè
Fermarmi sul naso dei vecchi mentre Leggono i giornali
E con la polvere dei sogni volare e volare
Al fresco delle stelle,, anche più in là
Coro :
Sogni, tu sogni nel mare dei sogni.
Vorrei girare il cielo come le rondini
E ogni tanto fermarmi qua e là
Aver il nido sotto i tetti al fresco dei portici
E come loro quando è la sera chiudere gli occhi con semplicità.
Vorrei seguire ogni battito del mio cuore
Per capire cosa succede dentro
e cos’è che lo muove
Da dove viene ogni tanto questo strano dolore
Vorrei capire insomma che cos’è l’amore
Dov’è che si prende, dov’è che si dà
canzoni
| inviato da newmind il 9/10/2008 alle 13:17 | |
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6 ottobre 2008
la mia versilia
Eccomi qua, morto. Tornato da una giornata intensissima, da terzo anno universitario appunto. La mia testardaggine mi ha convinto ad iscrivermi a tedesco. Non sarà elegante come il francese ma nel settore dell'ingegneria sono avanti i tedeschi, forse mi servirà. E' bello perchè io faccio ingegneria, e so che non mi piace, che non la amo. Non la faccio per sport, ma perchè spero e credo che mi darà molte opportunità, anche all'estero. Appena potrò mi studierò qualche cosa di filosofia, e spero di non dirlo a nessuno oltre a voi. Scrivo queste sciocchezze perchè piove. Il che è triste. Tra poco torneranno le castagne, i necci qua delle versilia, le feste dei bambini, i fuochi ed i primi freddi. In questo periodo ho una gran malinconia per tutto quello che è successo quest'estate, spero che riaccadrà ancora. Uno stralcio di una poesiola che ho scritto stanotte sulla mia bella Versilia.
la mia versilia
la mia versilia sono i tuffi in riviera, le corse di notte sulla battiggia tra le onde, sorprir i viottoli della collina. bere vino nelle tavole imbandite, colme di amici
la mia versilia sono i campi che portano al lago i fiori che non si conosce proprio il nome, i fichi rubati a qualche contadino
la mia versilia è la malinconia dell'autunno quando se ne va la salsedine del mare e un poco di nebbia arriva anche sulle terrazze dei grand hotel quando al mare non ci sono più nemmeno i pescatori.
| inviato da newmind il 6/10/2008 alle 21:31 | |
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5 ottobre 2008
a forza di essere vento - De Andrè
Il cuore rallenta la testa cammina
in quel pozzo di piscio e cemento
a quel campo strappato dal vento
a forza di essere vento
porto il nome di tutti i battesimi
ogni nome il sigillo di un lasciapassare
per un guado una terra una nuvola un canto
un diamante nascosto nel pane
per un solo dolcissimo umore del sangue
per la stessa ragione del viaggio viaggiare
Il cuore rallenta e la testa cammina
in un buio di giostre in disuso
qualche rom si è fermato italiano
come un rame a imbrunire su un muro
saper leggere il libro del mondo
con parole cangianti e nessuna scrittura
nei sentieri costretti in un palmo di mano
i segreti che fanno paura
finché un uomo ti incontra e non si riconosce
e ogni terra si accende e si arrende la pace
i figli cadevano dal calendario
Jugoslavia Polonia Ungheria
i soldati prendevano tutti
e tutti buttavano via
e poi Mirka a San Giorgio di maggio [*]
tra le fiamme dei fiori a ridere a bere
e un sollievo di lacrime a invadere gli occhi
e dagli occhi cadere
ora alzatevi spose bambine
che è venuto il tempo di andare
con le vene celesti dei polsi
anche oggi si va a caritare
e se questo vuol dire rubare
questo filo di pane tra miseria e sfortuna
allo specchio di questa kampina [**]
ai miei occhi limpidi come un addio
lo può dire soltanto chi sa di raccogliere in bocca
il punto di vista di Dio.
Cvava sero po tute
i kerava
jek sano ot mori
i taha jek jak kon kašta
vašu ti baro nebo
avi ker.
kon ovla so mutavla
kon ovla
ovla kon ašcovi
me gava palan ladi
me gava
palan bura ot croiuti. [***]
| inviato da newmind il 5/10/2008 alle 23:15 | |
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3 ottobre 2008
tanto per ricordare
Art. 77.
Il Governo non può, senza delegazione delle Camere,
emanare decreti che abbiano valore di legge ordinaria.
Quando, in casi straordinari di necessità e d'urgenza,
il Governo adotta, sotto la sua responsabilità,
provvedimenti provvisori con forza di legge, deve il giorno
stesso presentarli per la conversione alle Camere che,
anche se sciolte, sono appositamente convocate e si riuniscono
entro cinque giorni.
I decreti perdono efficacia sin dall'inizio, se
non sono convertiti in legge entro sessanta giorni dalla
loro pubblicazione.
Le Camere possono tuttavia regolare con legge i rapporti
giuridici sorti sulla base dei decreti non convertiti.
| inviato da newmind il 3/10/2008 alle 13:29 | |
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27 settembre 2008
tempi di vendemmia
Ho passato la mattina ed una parte di meriggio a vendemmiare. Che posto incantevole, mi rilassavo sotto le pergole sdraiato
su terra non più vergine, con i miei guanti e le forbici da agricoltore
mentre i raggi mattutini filtravano timidamente tra le foglie di vite .
Ero pallido e assorto direbbe qualcuno. Era bello tirar su il
figlio della terra oramai maturo e salvarlo. Si tirava su il frutto, il
frutto del lavoro di mesi. Perchè quando hai una vigna abbastanza
grande devi controllare che tutto vada bene, mettere le reti,
raddrizzare tutte le piante. Alla fine arriva il risultato. Buona vendemmia a tutti.

| inviato da newmind il 27/9/2008 alle 18:52 | |
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26 settembre 2008
I poeti lavorano di notte
I poeti lavorano di notte quando il tempo non urge su di loro, quando tace il rumore della folla e termina il linciaggio delle ore. I poeti lavorano nel buio come falchi notturni od usignoli dal dolcissimo canto e temono di offendere iddio. ma i poeti nel loro silenzio fanno ben più rumore di una dorata cupola di stelle.
[Alda Merini da "Testamento", 1988]
| inviato da newmind il 26/9/2008 alle 13:12 | |
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20 settembre 2008
Domani finiscono le stagioni nel sole
Una canzone di Vecchioni recita
"Oddio, che bello aver vent'anni,
essere al centro della primavera,
volare a vela in mezzo ai sogni,
partire senza mai ritorno
e avere una ragazza al giorno.
Le stagioni nel sole finiscono, lo sai
proprio quando ti accorgi di amarle più che mai"
Quest' estate più di altre mi hanno fatto capire quant'è bello aver vent'anni. Adesso che viene la sera, il buio e le foglie si accartocciano piano piano come le emozioni delle cose che sono state, mi prende una gran malinconia. C'è un esatto momento dell'anno in cui si deve ascoltare Vecchioni, è questo. Domani finisce l'estate. Si porta via le corse sul mare e i pranzi sulla spiaggia. I tuffi in riviera con gli amici e le serate a ballare. Si porta via i film di sera con una ragazza, quando non c'è proprio niente da fare. Si porta via il barbecue con carne bruciata e il fiasco di vino,si porta via la sabbia e la salsedine del mare. I viaggi in barca a vela o in traghetto e tutto questo ritornerà, ma non a vent'anni. Spero arrivi presto l'inverno, per desiderare nuovamente una nuova estate.
| inviato da newmind il 20/9/2008 alle 20:50 | |
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17 settembre 2008
la cura
Dell'ambiente è rimasta solo l'espressione sconfortata di alcune statue, le testimoni più sincere della deturpazioni che stiamo attuando. Anche in Italia. I comuni stanno diventando dei grandi cantieri ed i sindaci dei palazzinari. Non si ha la percezione di bene "comune" , del fatto che esista qualcosa di condiviso, di cui non ci si può accaparrare, l'acqua, l'aria, i boschi sono questo. E' tutto sbagliato. Questo mondo non mi piace. La spazzatura di Napoli è colpa della tv, degli imballaggi, degli inceneritori, dell'ignoranza delle persone, della corruttibilità dei politici. E' sbagliato il PIL, perchè si alza quando accadono incidenti, quando viene venduta una sigaretta. Non misura la correttezza dei politici, nè il nostro valore.

| inviato da newmind il 17/9/2008 alle 15:12 | |
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16 settembre 2008
ad Abdul
La notizia è passata quasi in sordina. I mercati finanziari, la crisi Alitalia debbono venir prima della morte di Abdul. Si così si chiamava, Abdul Salam Guibre. Era cittadino italiano e viveva a Milano con la sua famiglia. E' stato massacrato, ucciso barbaramente con spranghe ed insulti. Per questi uomini, se si possono chiamar così, la vita di un uomo vale meno di una scatola di biscotti.

| inviato da newmind il 16/9/2008 alle 16:33 | |
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15 settembre 2008
Siamo come canne al vento
"(...)E Dio prometteva una buona annata, o almeno faceva ricoprire di fiori tutti i mandorli ed i peschi della valle, e questa, fra due file di colline bianche con lontanaze cerule di monti ad occidente e di mare ad oriente, coperta di vegetazione primaverile, d'acque, di macchie, di fiori, dava l'idea di una culla gonfia di veli verdi, di nastri azzurri, col mormorio del fiume monotono come quello di un bambino che si addormentava. Ma le giornate erano già troppo calde, ed Ephis pensava anche alle pioggie torrenziali che gonfiano il fiume senz'argini e lo fanno balzare come un mostro e distruggere ogni cosa. Sperare, si, ma non fidarsi anche, stare vigili, come le canne sopra il ciglione che ad ogni soffio di vento si battono l'una all'altra le foglie come per avvertirsi del pericolo. Per questo aveva lavorato tutto il giorno, e adesso, in attesa della notte, mentre per non perder tempo intesseva una stuoia di giunchi pregava perchè Dio rendesse valido il suo lavoro. (...) La luna saliva davanti a lui e le voci della sera avvertivano l'uomo che la sua giornata era finita. Era il grido cadenzato del cuculo, lo zirlio dei grilli precoci, qualche gemito d'uccello. Era il sospiro delle canne e la voce sempre più chiara del fiume. Ma era sopratutto un soffio, un ansito misterioso che pareva uscire dalla terra stessa. Si, la giorata dell'uomo lavoratore era finita, ma cominciava la vita fantastica dei folletti, delle fate, degli spiriti erranti. I fantasmi degli antichi baroni scendevano dalle rovine del castello sopra il paese di Galte, su all'orizzonte a sinistra di Ephis e percorrevano le sponde del fiume alla caccia dei cinghiali, delle volpi. Le loro armi scintillavano in mezzo ai bassi ontani della riva, e l'abbaiar fioco dei cani in lontananza indicava il loro passaggio."
Che dire, quando ho sentito questo passaggio di libro, mi sono un pochino commosso. Ma solo un pochino , non mi ha suscitato certo un'emozione tale da scalfire l'animo forte dello studente di ingegneria. Sicuramente l'emozione ha scalfito il portafoglio, e mi ha indotto a desiderare questo libro, "Canne al vento" di Grazia Deledda, premio Nobel per la letteratura. Scavo nel mio profondo e non ci trovo tutti quei macchinari strani che studio, mi sento davvero come le canne al vento, fragile, sento di spezzarmi. Di tutte le storie che ho avuto, degli amori passati, mi sento di provare una grande pace. Le righe corrono sulle pagine della memoria e mi impongono quest'estate, passata sotto gli alberi, a far crescere il mio amore. Scusami se ti ho rubato un poco d'estate, ora che sembra finita sento di ringraziarti, il nostro stringerci e ad ancora, mi hanno fatto salire su sino all'origine dei sentimenti, al nocciolo duro del nostro essere. Ma mentre scrivo queste sciocchezze, mi ricordo che domani ho l'esame di termodinamica, urge una risposta chiara ai problemi del mondo.
A.
canne al vento estate
| inviato da newmind il 15/9/2008 alle 12:20 | |
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